L'ATMOSFERA
L’atmosfera con i suoi elementi costitutivi ed i suoi particolari fenomeni viene studiata dalla fisica dell’aria, mentre la meteorologia studia solo quelle certe proprietà fisiche dell’atmosfera detta meteorologica, che possono intervenire, sia direttamente che indirettamente, nello svolgimento dei fenomeni entro un certo limite non superiore ai quaranta chilometri. L’atmosfera, che è un fluido gassoso che avvolge la Terra, è solidale con i suoi movimenti di rotazione e di rivoluzione e ne subisce anche le forze centrifuga e di attrazione. L’attrazione gravitazionale e la forza centrifuga della Terra fanno assumere all’atmosfera la stessa forma ellissoidica del geoide terrestre, con schiacciamento ai poli e rigonfiamento all’equatore. Il movimento di rotazione, invece, determina influenze sulle correnti atmosferiche, facendole deviare dal loro andamento naturale ed influendo cosi sull’evoluzione del tempo.
Elementi costitutivi dell’atmosfera
L’involucro aeriforme che avvolge la Terra è costituito da un ammasso di gas che costituiscono quella che chiamiamo aria, contenente anche vapore acqueo che ha una parte determinante nei rivolgimenti meteorologici. Lo si trova in proporzioni molto variabili; da poche tracce fino al 5% del miscuglio. Da esse e dalla sua variabilità dipende la formazione delle nubi e delle precipitazioni. Un altro elemento che ha grande importanza nei processi di condensazione del vapore acqueo è il pulviscolo atmosferico, composto da piccolissime particelle di sostanze organiche ed inorganiche, che rimangono in sospensione nell’aria, in quantità maggiori negli strati inferiori ed in qualità variabili da luogo a luogo. L’aria, come tutti i gas, tenderebbe a diluirsi nello spazio, ma ne è impedita dalla forza di gravità che la attira e la trattiene intorno alla superficie terrestre. Questo fenomeno fa si che la densità dell’aria ha un valore maggiore negli strati bassi dell’atmosfera, dove risente maggiormente della forza attrattiva, e un valore minore verso l’alto, dove tale forza diminuisce. In linea approssimativa, metà del valore della densità si ritiene, da esperienze, concentrato nei primi cinquemila metri di altezza, oltre i quali va diminuendo fin verso i quindicimila metri, dove è appena un decimo di quello al suolo. Non è possibile stabilire sino a quali altezze estreme si spinga l’atmosfera, perché le considerazioni relative alla densità non ammettono un limite superiore ben definito; si può pensare anzi che, attraverso una lenta rarefazione, l’atmosfera svanisca nello spazio sidereo. Ciò è provato dai rilievi fatti sulla luce crepuscolare che dimostrano come a circa ottanta chilometri di altezza essa diffonda ancora la luce per la presenza di sufficienti molecole atte a ciò, cosi come le aurore boreali che si osservano tra cento e mille chilometri, che fanno pensare all’esistenza di tracce di gas atmosferici. Se ne saprà di più con i voli interplanetari, anche se limitati, almeno per ora, a piccole distanze rispetto a quelle infinite dell’universo.